Ancóra mare

ancora mare

Articolo letto 617 volte

Ho tentato di spiegare, prima di tutto a me stessa, il temerario viaggio intrapreso dai molti esseri umani, che noi chiamiamo migranti.

Ancóra mare

Stipati come acciughe
nella pancia delle navi
burattini violati
da morsi e rimorsi

Ma la speranza colma gli occhi
più dell’acqua la gola
nel muto boccheggiare
a quel soldo di luna

Eppure era mare
anche la patria
su cui i piedi
non trovavano terra

E sarà mare l’altra terra
tesoro nel palmo delle mani
che impastano da ore
sogni di rabbia
e renderanno sabbia
alla prossima mèta

Poesia della settimana Amnesty Mantova 079
Concorso Versi Di_Versi “Mario Gentile” 2011

Forse ti interessa...

Cavie

2013-06-29 21:15:45
megalis

1

Qualcosa sulle labbra

2014-02-14 14:33:07
megalis

1

Dec e Oltè

2013-06-29 21:07:09
megalis

1

cookies, privacy e google analytics

2016-08-08 20:31:57
megalis

1

Sacro e Profano

2009-06-30 20:18:11
megalis

1

Uccisa da una grossia Besta

2010-07-29 15:53:07
megalis

1

Megalis è lo pseudonimo di Giuseppina Ricci.
Nata quasi per caso in una città di mare nella primavera del millenovecentosettantatre, abito a Roma dove lavoro come consulente informatico. Scrivo perché ne sento il bisogno come dell’acqua e dell’aria, ma una sola passione non mi basta e così mi nutro di mille interessi che lascio confluire nelle mie storie. Ancestrale il richiamo della natura, dettato dalle mie origini abruzzesi, passeggiando nei boschi pratico l’arte di liberarmi del superfluo, parlare col vento è il miglior antidoto alla pagina bianca.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *