Ancóra mare

ancora mare

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Ho tentato di spiegare, prima di tutto a me stessa, il temerario viaggio intrapreso dai molti esseri umani, che noi chiamiamo migranti.

Ancóra mare

Stipati come acciughe
nella pancia delle navi
burattini violati
da morsi e rimorsi

Ma la speranza colma gli occhi
più dell’acqua la gola
nel muto boccheggiare
a quel soldo di luna

Eppure era mare
anche la patria
su cui i piedi
non trovavano terra

E sarà mare l’altra terra
tesoro nel palmo delle mani
che impastano da ore
sogni di rabbia
e renderanno sabbia
alla prossima mèta

Poesia della settimana Amnesty Mantova 079
Concorso Versi Di_Versi “Mario Gentile” 2011

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