Decluttering 10 anni dopo: inno alla gioia

decluttering armadio abiti donna

Articolo letto 209 volte

Questa estate il decluttering è iniziato in maniera folle. Ho interrotto una relazione che, per dirla alla Marie Kondo, “non mi dava gioia”. Da lì, è stato piuttosto naturale pensare a un reset della mia vita e a cominciare dall’armadio non si sbaglia mai.

Tira aria di cambiamenti, espansione, trasferimenti. Verso qualunque meta la vita mi spinga ho bisogno di farmi trovare pronta e con la valigia leggera. L’importante è non restare ferma: con i piedi per terra, s’intende, e la testa sul collo, ma in continua evoluzione.

Sono trascorsi dieci anni dal mio primo, inconsapevole, decluttering – ne parlo nel post La felicità in un nonnulla – da allora ho sempre cercato di applicare le regole basilari evitando di acquistare cose inutili o di conservarne altre inutilizzate.

Fare ordine nell’armadio di una donna è come fare ordine nel suo cuore

Una riflessione un po’ azzardata, che dici? Ma c’è poco da rimuginare. Aprire e chiudere ante e cassetti non serve, dare un’occhiata dentro l’armadio per poi fuggire inorriditi non porta da nessuna parte, se non alla depressione.

Mari Kondo ha ragione: “bisogna tirare tutto fuori!” Un po’ come quando ci si sfoga per qualcosa che ci opprime, aggiungo io. Lanciare gli abiti sul pavimento, sul letto o sul divano è come un pianto liberatorio: è da lì che si inizia a vedere il sereno.

Ricordi quando i giocattoli della tua infanzia hanno lasciato spazio alla scrivania per i compiti?

Ogni periodo della vita necessita di un decluttering perché gli interessi cambiano, noi per primi mutiamo. Fare pulizia aiuta il passaggio verso una crescita interiore. E in ogni caso, qualcosa di vecchio, qualcosa di brutto, qualcosa di cui liberarsi si individua sempre nel mucchio.

Per questo non starò qui a parlarti del metodo giusto per fare decluttering, ma del benessere che ne deriva. Come ti ho accennato, ho iniziato dagli abiti (ehm… non proprio) e continuerò con il resto: scarpe, libri, cd, dvd, ricordi…

Ho deciso di dare un taglio anche ai mobili, dato che sono mobili potrò spostarli facilmente fuori casa, per permettere alle mie idee di fluire in uno spazio rigenerato: accarezzare le pareti, volteggiarmi attorno, uscire dalla finestra, ma solo se ne hanno voglia.

Passi pure avere la stanza piena di cose che amo e desidero, ma se non riesco a riposare la mente per via di tutti quei colori e le sensazioni che ne derivano e che imbrigliano il mio lato creativo, annientano il mio lato logico. Se non riesco ad avere un po’ di spazio per scrivere, cucire, praticare yoga, sedermi a meditare, alzarmi senza inciampare!

Lo so, quasi sempre la confusione più grande alberga in noi, ma respirare aria nuova, trovare con naturalezza gli abiti giusti da indossare ogni mattina, creare angoli di relax da condividere con chi ami, può farci solo bene.

Trovare il tempo per il decluttering

Sono solo all’inizio del lavoro, ma l’esperienza mi ha insegnato che alla fine ne sarò soddisfatta, perciò continuo e vi invito a non demordere, ma senza trascurare il resto, perché vivere appieno le relazioni (colleghi, familiari, amicizie, amori) ci permetterà di comprendere meglio ciò di cui abbiamo davvero bisogno.

Così che, all’improvviso, ci renderemo conto che quei fumetti non ci servono più, perché li abbiamo letti e apprezzati, ma stanno lì a prendere polvere: la stessa polvere che respiriamo ogni giorno.

Cosa? Sei un maniaco della pulizia? Li spolveri mattina e sera? Puoi tranquillamente lasciarli lì? Stai solo cercando scuse. Scommetto che, se li sposti, dietro ci trovi roba di cui non ricordavi neppure l’esistenza. Se collezioni tazze fa lo stesso.

La pazzia è quello stato in cui la felicità smette di essere irraggiungibile (L. Carroll)

Quella vena di follia che adoro in Marie Kondo, che mi fa chiedere agli oggetti se mi danno gioia e mi li fa ringraziare quando li butto via, mi ha aiutato a liberarmi di un sacco di brutti ricordi, conservati forse nel timore di un addio definitivo.

Perciò, non mi interessa di essere etichettata folle per aver trovato il coraggio di dire basta: foss’anche a un paio di calze! La libertà è nelle piccole cose.

E la libertà non vale tutti i soldi spesi per acquistare quegli oggetti, né tutti quelli che avrei speso per acquistarne di nuovi. E la parola basta non segna la fine, ma l’inizio.

E tu, oggi, a cosa, o a chi, hai detto basta?
Megalis è lo pseudonimo di Giuseppina Ricci
nata quasi per caso in una città di mare
nella primavera del millenovecentosettantatre
Forse ti interessa...

Qualcosa sulle labbra

2014-02-14 14:33:07
megalis

1

Le Olimpiadi di Spartaco

2017-04-29 08:54:53
megalis

1

Mamma

2009-01-20 15:14:12
megalis

1

Copertina: la scelta del faro

2010-07-28 10:28:02
megalis

1

Dove metti il tempo per scrivere?

2017-05-05 22:04:01
megalis

1

Cosa nasconde uno pseudonimo

2017-06-13 20:11:47
megalis

1

Bambini

2010-10-08 16:44:23
megalis

1

2 comments

  1. Credo di aver scoperto il decluttering ancora prima che lo definissero decluttering! 🙂
    Ho fatto pulizia di hobby divenuti inutili (collezione di 1500 freepass per discoteca da tutto il mondo…e mò? butta!), ho fatto pulizia di persona che mi toglievano energia, amici che non erano più amici, e ciclicamente faccio pulizia di armadi e cianfrusaglie varie. Quest’estate però, con l’occasione delle tinteggiature dell’appartamento, ho davvero fatto pulizia in ogni dove, una liberazione! In particolare, ho una bacheca in sughero davanti al mio studio dove appunto le cose importanti, le cose belle da ricordare, stimolanti, gli obiettivi da raggiungere… non la toccavo da 10 anni ed era diventata decisamente obsoleta. Buttato tutto, bacheca pulita e ricominciato a riempirla. Una gran bella sensazione. 🙂

    1. Credo che il fattore principale sia proprio che gli oggetti possiedono un valore relativo. Il fatto che diventino obsoleti non significa che non abbiamo avuto la loro importanza, ma semplicemente che dobbiamo far spazio alle nostre nuove esigenze.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *