Il mio rispetto per la natura

Articolo letto 520 volte

Ammettere di non fare abbastanza. La continua lotta tra il dire e il fare. Il dubbio perenne che il mio piccolo non possa granché contro la nube nera dell’industria. Sono tra coloro che stanno in mezzo: non troppo ecobio né troppo pirata ambientale. Complicato è star dietro a tutto e continuare a vivere in questo mondo dove il piccolo danno di oggi è già la catastrofe di domani.

Così mi limito a fare la raccolta differenziata a singhiozzo perché la mia casa non mi permette di accumulare troppo, per troppo tempo. E i contenitori in città sono in numero inferiore al necessario e quasi sempre pieni, anche d’altro: in plastica piena di giornali nel contenitore bianco della carta: glielo spiegate voi?

Poi si mormora che la raccolta sia un bleuf: i centri di smistamento e riciclaggio non bastano, la nostra differenziata finirà nel mucchio. E mi passa la voglia. Sì, mi passa. Parlo in prima persona cercando di essere poco ipocrita almeno in quello che scrivo.

Tecnologia

Non riesco a rinunciare ad una postazione che mi colleghi ad internet. Potrei rinunciare al caffè, sarebbe dura ma potrei. Rinunciare all’automobile (la mia famiglia non ne possedeva una, fino al compimento del mio diciottesimo anno di età: campavamo lo stesso).

Vita in campagna

Adoravo il sapore dell’insalata dell’orto di nonna. Adoravo quell’orto e tutti i suoi frutti. Il comune lo ha espropriato per spianarci su un pezzo di strada asfaltata accanto a una piazza di cemento (dove c’erano il pollaio, la vigna, il ciliegio… ). Sulla piazza è stato innalzato un monumento all’emigrante, il cui sottotitolo “tu hai lasciato il tuo paese e se ci torni col cavolo che lo riconosci” hanno evitato di inciderlo sulle lastre di marmo, che tutti scambiano per lapidi.

Petrolio

Anche se lascio l’auto parcheggiata il petrolio ce lo mangiamo, ce lo spalmiamo e figuriamoci quanto ne inspiriamo. Eppure il petrolio è naturale… anche la cicuta.

Cibo

Si può mangiare cibo biologico. A parte le contaminazioni delle piogge acide e le sostanze inquinanti messe in circolo dai confinanti dovrebbe essere di ottima qualità.
La certificazione lo garantisce! Ahimè per conto di uomini, stipendiati per giunta.
L’equo e solidale
: la popolazione non viene sfruttata dalle grandi multinazionali, lavorano in condizioni decenti con un salario apprezzabile… tutto ha un prezzo.

Cosmesi

Il biologico nella cosmesi: i rimedi della nonna sono infallibili, perché non seguirli?
Ho scoperto un mondo nuovo, ma soprattutto un modo per risparmiare un sacco di soldi. Con ricette fai da te, da preparare in casa con ingredienti commestibili, si possono creare prodotti per l’igiene personale e la vanità di tutti.
Con pazienza e qualche euro in più si possono creare cosmetici di qualità superiore utilizzando materie prime, che non danneggino in maniera irreparabile il nostro ambiente. Da utilizzare con parsimonia anche gli ingredienti naturali la cui raccolta può creare seri squilibri in natura.


Superfluo

Ho imparato a fare a meno del superfluo. Non di tutto ma della gran parte di roba inutile che acquistiamo per un bisogno dettato dagli slogan. Evitare di acquistare cose create inquinando per poi gettarle semi-nuove, inquinando.

Ve l’ho detto. No. Di questa postazione web non posso farne a meno. Sarei un’ipocrita a dire il contrario ed io non sono ipocrita.
Sono una che sta nel mezzo: non troppo ecobio né troppo pirata ambientale.

Forse ti interessa...

Un costume per Halloween

2017-10-31 07:30:58
megalis

10

Dove metti il tempo per scrivere?

2017-05-05 22:04:01
megalis

10

Esperienze di Scrittura

2017-04-27 00:00:42
megalis

10

Strumenti per scrivere un libro

2017-04-23 09:49:04
megalis

10

Il personaggio e lo stereotipo del gatto

2017-04-15 00:00:14
megalis

10

Come interpretare i personaggi di un romanzo

2017-04-08 08:48:04
megalis

10

Raccontare per immagini o con le parole?

2017-03-28 14:39:34
megalis

10

Megalis è lo pseudonimo di Giuseppina Ricci.
Nata quasi per caso in una città di mare nella primavera del millenovecentosettantatre, abito a Roma dove lavoro come consulente informatico. Scrivo perché ne sento il bisogno come dell’acqua e dell’aria, ma una sola passione non mi basta e così mi nutro di mille interessi che lascio confluire nelle mie storie. Ancestrale il richiamo della natura, dettato dalle mie origini abruzzesi, passeggiando nei boschi pratico l’arte di liberarmi del superfluo, parlare col vento è il miglior antidoto alla pagina bianca.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *