Il mio rispetto per la natura

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Ammettere di non fare abbastanza. La continua lotta tra il dire e il fare. Il dubbio perenne che il mio piccolo non possa granché contro la nube nera dell’industria. Sono tra coloro che stanno in mezzo: non troppo ecobio né troppo pirata ambientale. Complicato è star dietro a tutto e continuare a vivere in questo mondo dove il piccolo danno di oggi è già la catastrofe di domani.

Così mi limito a fare la raccolta differenziata a singhiozzo perché la mia casa non mi permette di accumulare troppo, per troppo tempo. E i contenitori in città sono in numero inferiore al necessario e quasi sempre pieni, anche d’altro: in plastica piena di giornali nel contenitore bianco della carta: glielo spiegate voi?

Poi si mormora che la raccolta sia un bleuf: i centri di smistamento e riciclaggio non bastano, la nostra differenziata finirà nel mucchio. E mi passa la voglia. Sì, mi passa. Parlo in prima persona cercando di essere poco ipocrita almeno in quello che scrivo.

Tecnologia

Non riesco a rinunciare ad una postazione che mi colleghi ad internet. Potrei rinunciare al caffè, sarebbe dura ma potrei. Rinunciare all’automobile (la mia famiglia non ne possedeva una, fino al compimento del mio diciottesimo anno di età: campavamo lo stesso).

Vita in campagna

Adoravo il sapore dell’insalata dell’orto di nonna. Adoravo quell’orto e tutti i suoi frutti. Il comune lo ha espropriato per spianarci su un pezzo di strada asfaltata accanto a una piazza di cemento (dove c’erano il pollaio, la vigna, il ciliegio… ). Sulla piazza è stato innalzato un monumento all’emigrante, il cui sottotitolo “tu hai lasciato il tuo paese e se ci torni col cavolo che lo riconosci” hanno evitato di inciderlo sulle lastre di marmo, che tutti scambiano per lapidi.

Petrolio

Anche se lascio l’auto parcheggiata il petrolio ce lo mangiamo, ce lo spalmiamo e figuriamoci quanto ne inspiriamo. Eppure il petrolio è naturale… anche la cicuta.

Cibo

Si può mangiare cibo biologico. A parte le contaminazioni delle piogge acide e le sostanze inquinanti messe in circolo dai confinanti dovrebbe essere di ottima qualità.
La certificazione lo garantisce! Ahimè per conto di uomini, stipendiati per giunta.
L’equo e solidale
: la popolazione non viene sfruttata dalle grandi multinazionali, lavorano in condizioni decenti con un salario apprezzabile… tutto ha un prezzo.

Cosmesi

Il biologico nella cosmesi: i rimedi della nonna sono infallibili, perché non seguirli?
Ho scoperto un mondo nuovo, ma soprattutto un modo per risparmiare un sacco di soldi. Con ricette fai da te, da preparare in casa con ingredienti commestibili, si possono creare prodotti per l’igiene personale e la vanità di tutti.
Con pazienza e qualche euro in più si possono creare cosmetici di qualità superiore utilizzando materie prime, che non danneggino in maniera irreparabile il nostro ambiente. Da utilizzare con parsimonia anche gli ingredienti naturali la cui raccolta può creare seri squilibri in natura.


Superfluo

Ho imparato a fare a meno del superfluo. Non di tutto ma della gran parte di roba inutile che acquistiamo per un bisogno dettato dagli slogan. Evitare di acquistare cose create inquinando per poi gettarle semi-nuove, inquinando.

Ve l’ho detto. No. Di questa postazione web non posso farne a meno. Sarei un’ipocrita a dire il contrario ed io non sono ipocrita.
Sono una che sta nel mezzo: non troppo ecobio né troppo pirata ambientale.

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