Il personaggio e lo stereotipo del gatto

Il personaggio e lo stereotipo del gatto

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Salve! Stai leggendo l’articolo pilota in cui condividerò con te il mio metodo di introspezione del personaggio.

Come promesso nel post Interpretare i personaggi di un romanzo ti svelerò alcune dritte per riprodurre il movimento del personaggio sulla carta.

Perché descrivere i movimenti di un personaggio all’interno di una scena è una parola! Anzi molte.

Per questo desidero spiegarti come io mi muovo, affinché possa tornarti utile.

Focus

Dimentica il resto, concentrati sul gatto.

Ebbene, sì. Osservare un animale ti permetterà di dar peso ai piccoli gesti, che in un essere umano daresti per scontato. Il modo di compiere le azioni può differire in modo sostanziale da un individuo all’altro.

Per iniziare, illustrerò un esercizio che ti guiderà nell’esperimento. Come? Mettendo a confronto due simpatici personaggi: un gatto e un umano. Troppo facile? Meglio iniziare con qualcosa di semplice, no?

Esercizio Zero

Prendi un foglio di carta, Word o Excel e disegna due colonne. Inserisci come intestazione della prima colonna UMANO e come intestazione della seconda GATTO.

Dovrai osservare un gatto e un umano compiere gli stessi gesti.

Se non hai un gatto puoi cercare dei video su YouTube, non hai scusanti. L’umano puoi essere tu stesso, guardati allo specchio.

Osservali bene e prova a imitare sia l’uno che l’altro prendendo in considerazione le seguenti azioni:

  • Mettersi a braccia conserte
  • Alzarsi in piedi
  • Sbadigliare
  • Sgranocchiare
  • Grattarsi
  • Stiracchiarsi

Solo dopo averli osservati, ma soprattutto imitatidescrivi a parole i movimenti di entrambi, senza badare troppo alla forma.

Lo scopo dell’esercizio non è constatare se scrivi bene o no, ma verificare qualcosa che sappiamo già, ossia che un gatto si muove diversamente da un umano e viceversa.

E allora? Se ti avessi chiesto di descrivere le sole azioni del gatto sarebbe stato più facile cadere in quella che mi diverte definire la trappola dello stereotipo del gatto.

Per non parlare dell’umano! In quel caso sarebbe stato ancora più difficile individuare alcuni piccoli particolari, che fanno la differenza tra un fantoccio e un personaggio realistico.

E appunto uno stereotipo è un personaggio fatto con lo stampino: che parla, si muove e agisce come mille altri. Difficile affezionarsi a lui, non credi?

Se hai trovato utile questo esercizio e ti piacerebbe approfondire l’argomento, fammelo sapere

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Megalis è lo pseudonimo di Giuseppina Ricci.
Nata quasi per caso in una città di mare nella primavera del millenovecentosettantatre, abito a Roma dove lavoro come consulente informatico. Scrivo perché ne sento il bisogno come dell’acqua e dell’aria, ma una sola passione non mi basta e così mi nutro di mille interessi che lascio confluire nelle mie storie. Ancestrale il richiamo della natura, dettato dalle mie origini abruzzesi, passeggiando nei boschi pratico l’arte di liberarmi del superfluo, parlare col vento è il miglior antidoto alla pagina bianca.

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