E poi te ritrovi ar Trullo…

murales mistercaos

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E non te lo aspetti, perché ti raccontano il Trullo come quella zonaccia de Roma piena de monnezza e de gentaja che te spara, te ‘nfila la droga nelle tasche o te sfila il portafoglio dalla borsa.

E invece, vagabondando fra le vie assonnate nel meriggio di un marzo di primavera, mi si paventa innanzi la meraviglia.

E a raccontare il Trullo ci pensano loro, che vivono ogni giorno tra quello che hanno e quello che desiderano.

E se i Pittori Anonimi del Trullo coprono di murales le pareti dei palazzi non è per nascondere la realtà, ma per aumentarla: far gridare ai muri l’amore, i sogni, la rabbia in perfetta coesione coi Poeti der Trullo e i loro versi.

quei muri li ho sentiti gridare, tanto da tapparmi le orecchie e spalancare gli occhi, senza lasciare indifferente il cuore, perché…

Ci sono persone che vengono al mondo / Per dare alla vita un senso profondo / Lasciano a noi qualcosa di grande / Dando risposte a mille domande / Brillano forti e sono coscienti / Di essere solo stelle cadenti (Poeti der Trullo)

E inevitabilemente, il Trullo diventa un museo a cielo aperto, che richiama a sé artisti provenienti da altri quartieri, altre regioni.

A testimonianza che l’arte aiuta a sopravvivere al caos, e che la poesia resiste, anzi rinasce, infiltrandosi abilmente nel guazzabuglio di strade e nei meandri della rete con il fine nobile di colpire al cuore della gente.

Ed io, vittima beata, al Trullo ci ritorno. E voi?
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Megalis è lo pseudonimo di Giuseppina Ricci.
Nata quasi per caso in una città di mare nella primavera del millenovecentosettantatre, abito a Roma dove lavoro come consulente informatico. Scrivo perché ne sento il bisogno come dell’acqua e dell’aria, ma una sola passione non mi basta e così mi nutro di mille interessi che lascio confluire nelle mie storie. Ancestrale il richiamo della natura, dettato dalle mie origini abruzzesi, passeggiando nei boschi pratico l’arte di liberarmi del superfluo, parlare col vento è il miglior antidoto alla pagina bianca.

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