Nuvolette

Nuvolette: un racconto d'amore e d'amicizia

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Un racconto leggero: d’amicizia e d’amore

Ne hai di nuvole nella tua testolina! Se soffi nell’aria gelida, di questo pomeriggio di Pasqua, le vedi. E ti appannano gli occhi, non solo le idee. Come un polline tecnologico ti rientrano dal naso, e lo accendono, al termine d’ogni domanda.
Grazia è bella! Grazia è intelligente! Grazia è un miracolo! Come il suo nome. Ma testarda: come il bordo del marciapiede che misuri con l’incredibile precisione della rabbia. Testarda e concisa. E tu, come un ippopotamo, nella palude di una stizzosa sillaba. “No!”.
Gli occhi di Marco non sono di questo mondo: c’è troppo cielo dentro, per restarne fuori.

Le tue nuvolette si trasformano in lana, di quella che evade la fodera del tuo giaccone: stai bucando le tasche a furia di scavare.

Vuoi andare, tornare… E vai… poi torni, tra breve la fondi la striscia d’asfalto, frantumi la pietra con l’ira di un tacco, ma lei non la sciogli, non è certo di ghiaccio.

E Marco commenta, non sa cosa fare, perduto nel cosmo della sua ingenuità. E Grazia, di grazia! Potrebbe ascoltarti ma corre veloce, convinta e tradita: il suo bel faccino stavolta non conta né baci, né sguardi ma solo il tuo scoglio su cui è naufragato, per sbaglio, il suo Marco.

Marco che guarda da sotto il portone, nascosto dall’ombra dei neri cipressi che tracciano il viale dell’intemperanza. E nota lontano l’amica di Giulia che corre interdetta illudendo ragioni.

E Marco ora strizza il suo cuore pesante, inzuppato del latte più materno che c’è.
Voleva solo dirti che il cielo a primavera ha bisogno del sole: il sole giallo e tondo del tuo sorriso. Eppure non ti ha che sfiorato la guancia e immenso il big beng ha creato galassie, sistemi solari di un solo pianeta.

Giulia detesti la tua amica: corre! Convinta che il mondo le stia tutto intorno. Ma il mondo, di grazia! Gira intorno al tuo cerchio: tu, sole splendente nel cielo di Marco.

Rinchiudi le nuvole nei tuoi barattoli di vetro. Li hai svuotati con ingordigia, e allora? Riempili! Dai retta che Grazia è pur sempre un’amica, ma Marco, per bacco! È più tonto di un pollo.

Le tue nuvolette diradano, la tua vanità le inspira. Scompaiono.
Non t’importa poi molto se Marco ti ha vista scalciare e nitrire come fossi un cavallo. Marco ti cerca con i suoi grandi occhi. Un cielo così bello fa crescere le ali.

(pubblicato nell’Antologia IO RACCONTO)

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Megalis è lo pseudonimo di Giuseppina Ricci.
Nata quasi per caso in una città di mare nella primavera del millenovecentosettantatre, abito a Roma dove lavoro come consulente informatico. Scrivo perché ne sento il bisogno come dell’acqua e dell’aria, ma una sola passione non mi basta e così mi nutro di mille interessi che lascio confluire nelle mie storie. Ancestrale il richiamo della natura, dettato dalle mie origini abruzzesi, passeggiando nei boschi pratico l’arte di liberarmi del superfluo, parlare col vento è il miglior antidoto alla pagina bianca.

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