Scrivere a più mani: racconti, romanzi, fanfiction

scrivere a più mani

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Scrivere a più mani vuol dire condividere con altre persone la stesura di una storia: racconto o romanzo che sia.

Più volte ho avuto conferma che per crescere come scrittori è necessario mettersi in gioco, scontrarsi con la realtà.

Dove? A scuola con il temuto tema in classe. In un corso di scrittura creativa discutendo insieme dei propri elaborati. Pubblicando su blog o piattaforme come Wattpad in cui i lettori possono lasciare un feedback.

Scrivere una fanfiction a più mani

Ti voglio raccontare la mia esperienza nella scrittura a più mani. Un progetto di qualche anno fa il cui risultato puoi leggere sul sito La Rosa di Versailles.

PFB (Progetto Fanfic Berubara) è nato nell’ottobre del 2001 sulle orme di altre iniziative, che hanno unito più autori nella stesura di una stessa fanfiction, e dalla mente di una ragazza che di scrivere non ne voleva proprio sapere.

Ma cosa sono le fanfiction? Sono storie scritte dai fan basate su personaggi famosi creati dalla penna di qualcun altro.

Noi del team PFB ritenemmo che stabilire una trama e dei tempi di stesura fosse doveroso al fine evitare che il progetto rimanesse inconcluso.

Fu così che “Una maschera sul cuore“, basata sui personaggi di Lady Oscar, avrebbe narrato della nostra amata Oscar innamorata di Fersen, ma pure di Andrè e di un intrigante ballo in maschera. Il titolo della storia parla da sé.

Il canovaccio prevedeva 16 punti, ma lasciava libero il finale, che avrebbe assecondato l’evolversi della storia e della fantasia delle autrici.

Per la precisione, 16 autrici – una per capitolo – libere di esprimersi con il proprio stile e di aggiungere colpi di scena tenendo però conto delle vicende passate e degli avvenimenti previsti dai punti successivi.

Una staffetta nella quale ogni autrice aveva un mese di tempo per scrivere da un minimo di tre a un massimo di 15 cartelle, per poi passare il testimone all’autrice successiva.

Parteciparono insegnanti di italiano, autori in erba e ragazze alla prima esperienza di scrittura. Non erano previste selezioni. Nessuno venne escluso. E questa credo fu la prima vittoria di un progetto nato con lo scopo di divertirsi, conoscersi e migliorarsi come autrici di fanfiction.

Un progetto tutto al femminile, anche se dietro le quinte qualche ragazzo contribuì, se non altro, placando gli animi delle donzelle sopraffatte dalle imminenti scadenze.

Pro e contro di scrivere a più mani

Scrivere a più mani necessita di un team leader. Come tutti i progetti che vedono coinvolte più persone, in qualunque ambito: lavorativo o ricreativo.

Molti progetti sono falliti senza una guida. Si arriva spesso al punto in cui ognuno vuole dire la sua o si tira indietro se non si fa come dice lui.

A volte le persone si defilano e basta, per svogliatezza o poca passione.

Scrivere è fatica. Scrivere a più mani lo è ancora di più. Perché se da una parte il team ti sprona a proseguire, dall’altra puoi sentirti frustrato dalle scadenze, dalla bravura degli altri. È più facile abbandonare un progetto quando si è da soli a portarlo avanti: nessuno se ne accorge. A parte te.

Nel nostro caso il leader era composto da un team di tre persone, tra cui c’ero anche io nella veste di webmaster, nonché di autrice.

Coerenza nello stile di scrittura

Nella scrittura a più mani si cerca di uniformare lo stile di scrittura. Personalmente lo ritengo un peccato quasi mortale.

Va bene la coerenza dello stile all’interno di un romanzo, ma dove finisce il bello di scrivere insieme se alla fine tutto si amalgama in un qualcosa di posticcio?

Si tratta di una storia non di un coro! Tanto varrebbe buttare giù un mucchio di idee per poi chiedere a una terza persona, magari un ghostwriter, di mettere insieme i pezzi.

Nel nostro caso abbiamo volutamente non uniformato gli stili in quanto ogni capitolo, scritto individualmente, sarebbe stato pubblicato e letto in tempi distanti tra loro.

Il canovaccio originale andava però rispettato e così anche le stravaganze infilate nella storia da chi avrebbe scritto il capitolo precedente.

Ricordo che impazzii al pensiero di André vestito da mago Merlino, visto che avrei dovuto scrivere il capitolo del ballo in maschera e far indossare a Oscar un abito che fosse in qualche modo legato al tema della magia. Proprio io, che con il fantasy non ho mai legato troppo.

In compenso, ebbi la fortuna di scrivere quel capitolo mentre ero in visita alla Reggia di Versailles. Presi tanti di quegli appunti e scattai tante di quelle foto che provai a riversare nel racconto tutta l’atmosfera che respirai. Ci sarò riuscita? Qualcuno disse di sì.

Il carattere dei personaggi

Nelle fanfiction, chi legge conosce i protagonisti. Il vantaggio di lavorare su caratteri già delineati semplifica le cose, non devi inventarti niente.

D’altro canto rimanere coerenti al personaggio, soprattutto quando gli avvenimenti raccontati esulano dalla storia originale, può risultare complesso.

Credo che scrivere fanfiction sia una vera e propria palestra in cui allenarsi nello scrivere storie attenendosi ai personaggi di qualcun altro. Lavorare su personaggi confezionati lascia, inoltre, più tempo da dedicare allo sviluppo degli avvenimenti.  

Le critiche: tasto dolente di ogni scrittore

La correzione dei capitoli del progetto PFB avvenne con lo scambio reciproco degli elaborati. Fu una dura battaglia. Anche quando le frasi erano sconnesse a noi piacevano così. E se un passaggio non si capiva era colpa di chi leggeva. E quell’aggettivo non era affatto di troppo!

Quella storia, ancor oggi, necessiterebbe di una bella revisione. Ma rileggerla, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, mi riporta alla mente tante di quelle emozioni… e soprattutto gli insegnamenti che mi ha lasciato.

Mettersi in gioco. Condividere. Leggere e correggere. Scambiarsi opinioni. Aggiungere e tagliare. Ascoltare i consigli. Rispettare le regole. Rompere gli schemi. 

Una vera sfida per spadaccine della scrittura!

Scrivere a più mani per lavoro

Anche sul lavoro mi capita di scrivere manuali o documenti di analisi collaborando con i colleghi.

In questo caso il confronto è utile soprattutto per individuare i passaggi di difficile comprensione.

Mettendo in campo punti di vista di persone con diverso bagaglio culturale riusciamo a realizzare prodotti strutturati, che guidano l’utente finale verso la comprensione di argomenti spesso ostici.

Scrivere a più mani una poesia

Ancor prima del progetto PFB, mi capitò di scrivere a più mani una poesia d’amore.

Una ragazza aveva letto alcune poesie scritte in collaborazione con la mia compagna di banco. Una mania che ci era presa per via di alcuni ragazzi che piacevano a entrambe.

Alla ragazza, di cui sopra, piacquero così tanto le nostre poesie che ci chiese di scriverne una da donare al suo ragazzo.

Insomma, investite del ruolo di ghostwriter elaborammo una poesia, dedicata a David, basandoci sulla straziante sensazione da lei provata stando lontana da lui anche solo per un attimo.

L’amore non conosce limiti… un po’ come la scrittura.

E tu, hai qualcosa da raccontarmi sulla scrittura a più mani?
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