Che cos’è

Che cos’è
questo rumore lontano
sembra il ritmo vulnerabile
di un essere umano
E ce n’è uno piccolissimo
che conosce solo la paura
tutto è buio tutto è confine
ha tutta l’aria di una fregatura
Questa morte che m’hanno dato
che qualcuno chiama ancora vita
prima che t’accorgi d’iniziarla
qualcun altro te l’ha già finita
Forse pensa a tutte queste cose
o soltanto trema nella notte
ma quel brivido sembra che parli
sembra che parli tanto trema forte
Ma ce c’è un altro non troppo distante
non ha più gambe per fuggire via
non ha più mani per coprirsi gli occhi
non ha più un briciolo di fantasia
E c’è una donna che non ha più lacrime
per ripulire il corpo di suo figlio
non crede in Dio ma lo pronuncia sempre
per sbaglio per amarlo o maledirlo
Ma per lo sguardo di un bimbo senza volto
non esistono parole e l’amore
unico antidoto contro la guerra
sono riusciti a tradurlo in terrore
Cos’è cos’è
questo rumore lontano
che piano piano si sta affievolendo
è il sospiro di un essere umano
che scompare in questo non senso

(08.04.1994, Storia d’un leggero vento d’aprile)

1996 – Primo Premio al concorso “Penna a Sfera”, Roma
2007 – Pubblicata on line su Kaleido Magazine
2008 – Pubblicata sulla Rivista Letteraria Silarus n. 255