Sorprendersi a Natale

Accumulare, selezionare, stipare.

Ogni giorno riempiamo la nostra valigia e spesso il superfluo risulta più necessario dell’utile. Anche quest’anno il Natale si avvicina.
Ci si consola di più con la grassa risata di Babbo Natale che con qualunque altro dio. Blasfemi, poveracci, idioti?
Guardiamoci in faccia ogni tanto, anche da soli, allo specchio.
Domande e risposte si celano in fondo ai nostri occhi: sgraniamoli e lasciamole evadere… a volte le risposte anticipano le domande, sorprendendoci. Sorprendiamoci.

Un presepe fatto di cose passate

Presepe artigianale realizzato da Ricci Luigi.
Il paesaggio è stato costruito con fili di rame, legno e carta riciclati.
I materiali naturali prelevati avendo cura di non danneggiare la natura.
Le statuine sono state recuperate da vecchi allestimenti.

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Se Natale fosse

Se Natale fosse un torrone
lo taglieremmo in mille fette
alle mandorle o alle nocciole
in ogni gusto si trasformerebbe

Con l’uvetta o coi canditi
si trasforma in panettone
e brinderemmo con spumante d’oc
come da tradizione

Ma Natale fiocchi e celofan
dura solo per un’ora
in cui si spegne la frenesia
e tutti siamo una cosa sola

E c’è la neve e c’è il vento
siamo vicini ad un caminetto
Ma il Natale, che cos’è?
Chiede un bimbo senza tetto

Se Natale fosse un pandoro
lo taglierei in duemila fette
che conserverei per dopo
dentro le mie tasche strette

E a quell’uomo che mi guarda
con la faccia d’assassino
ne regalerei dicendo:
tieni, è meglio di un bambino!

E alla mamma dei miei sogni
io regalerei una stella
di quelle che brillano sotto i lampioni
dopo un po’ d’acquerella

Ma se Natale fosse tutto questo
non si festeggerebbe per niente
perché sembra che ciò che abbia un senso
non sia importante per troppa gente

(07.05.1997, Storia d’un leggero vento d’aprile)