Le Olimpiadi di Spartaco

Racconto di genere fantastico selezionato per l’antologia “Vite Sportive” (Anno 2007) pubblicata da Giulio Perrone Editore

Il fuoco ad Olimpia aveva ripreso a bruciare e sghignazzante, d’un sorriso a denti stretti, era stato gloriosamente condotto fin qui: a incendiare animi, coniare medaglie d’oro, d’argento, di bronzo o dell’eterea materia con cui vengono plasmati i sogni che ci appendono al collo da bambini e ci spronano negli anni, con le loro briglie di raso, finché…

Era il quarto – in due giorni – che scompariva in quel modo.

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La svolta: uno scrittore e la crisi da pagina bianca

Uno scrittore alle prese con i suoi fallimenti, la crisi da pagina bianca e uno strano Cane che ricorda Snoopy

snoopy scrittore creativo

Avevo un sogno, chiuso nel cassetto della scrivania che gli esattori del fisco mi hanno pignorato. Sognavo di fare lo scrittore, ma con gli spiccioli che avevo in tasca non potevo comprare neppure una penna. Continua a leggere La svolta: uno scrittore e la crisi da pagina bianca

Ruggine

Un esercizio di scrittura sulla descrizione

Mano sul volante, a ore dieci: nocchie ossute e bianche, vene tornite e blu.
L’altra mano sul cambio: dita aperte, unghie ruvide, rughe orizzontali.
Il corpo aderisce al sedile, che lo sostiene col suo abbraccio. Lato passeggero, un mazzo di chiavi. Ma neanche una chiave infilata nel cruscotto.
Sul suo viso linee divergenti si diramano dagli occhi alle tempie. Come una mappa: autostrade sulla sua fronte.
L’uomo fissa il panorama del suo statico viaggio e quel graffio sul cofano, che lo ha accolto una mattina d’autunno per poi arrugginire nei giorni di pioggia.
Volge lo sguardo alla sua destra, guarda il metallo delle chiavi brillare sotto il fascio di luce, che oltrepassa il parabrezza proprio dove il vetro s’è crepato per colpa di un sasso.
Poi le mani si danno il cambio, la destra sul volante, ore due, l’altra sulla leva dello sportello. Una piccola spinta dei lombari porta le gambe fuori dell’abitacolo. Ma questa volta sembra tutto più pesante.
L’uomo è in piedi, accompagna lo sportello, lo accosta lentamente, preme un po’ di più, fino a sentire lo scatto di chiusura. Poi si volta, estrae dalle tasche un altro mazzo di chiavi e con il telecomando fa lampeggiare una station vagon grigio lucido. Col respiro corto la raggiunge, sale a bordo e si allontana senza neanche guardare lo specchietto.
Alla radio una canzone degli Eagles. La radio degli altoparlanti del piazzale dove automobili, come unghie laccate senza dita, sono disposte a ventaglio.

Il colpo di tosse: ovvero, una mattina in un bar

Un esercizio di scrittura sulla descrizione

Caffè macchiato, corretto, allungato.
Cornetto, cornetto e nutella, ventaglio, ciambella.
Zucchero a velo, di canna, semolato.
Cappuccino caldo, freddo, deteinato.
Grazie! Lei? Ecco a lei. Arrivederci. Buongiorno.
“Un po’ d’acqua per fav”
Ci prova Giulio ma la voce gli rimane nel gozzo, poco più su della tosse, che gli bussa nel petto e nessuno che apre.
“Un po’ d’ac”
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Cavie

Mi chiedo se sia amore questa lastra ghiacciata che ci separa.
E se provassimo a leccarla? Fino a consumarla.
Fino a sentire l’umido delle nostre lingue.
O a scalfirla coi denti, e con la rabbia, affinché i nostri incisivi, urtandosi, provochino scintille?
Le tue dita scorrono sul vetro alla ricerca di un graffio, i miei polpastrelli inseguono i tuoi lasciando impronte appannate:
basterebbe una lieve incrinatura e tutto potrebbe saltare.
Terapia intensiva, che alimenta i nostri corpi di puro piacere, sotto i led che bruciano la retina, evidenziando sulle estremità le cicatrici degli aghi.
Come siamo finiti in queste gabbie amore mio? Così trasparenti da guardarci attraverso.
Ma se fosse zucchero, questa lastra sottile,
basterebbe premere con un po’ di insistenza.
Basterebbe, ma poi dovremmo amarci sul serio.

(Concorso AmoreeSessoFantareale Scuola Omero Facebook: 24°)